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I Sinodi nella storia della Diocesi   versione testuale
di Mons. Ippolito Corridori
La prima menzione di «sinodi», solitamente tenuti in Sovana, la troviamo nel noto «Processo di Acquapendente» del 28 giugno 1193 tra il nostro vescovo Giordano e la Chiesa di Orvieto per le terre usurpate della Val di lago (cfr. I. Corridori, La Diocesi di Pitigliano Sovana Orbetello nella storia, vol. I, pp. 214 -223).
 
Da più testi vengono ricordati detti sinodi. Il primo a parlarne è un tal Paganuccio da Pitigliano che aveva visto con i suoi occhi i preti di Grotte di Castro venire al sinodo e alle ordinazioni al tempo del vescovo Pietro: «.. et vidit clericos criptenses venire ad sinodum et ad ordinationes..» (cfr. ivi, p. 219).
Sinodo anticamente era sinonimo di concilio, o comunque sempre di assemblee importanti che trattavano problemi del clero e del popolo di una diocesi. Andando per ordine possiamo trovare tracce di diversi di questi sinodi nella nostra diocesi.
Un vero e proprio sinodo, il primo di cui si ha memoria certa, fu quello celebrato a Sovana il 2 maggio 1601 dal vescovo Metello Bichi (cfr. ivi, p. 309).
Il secondo viene celebrato a Sovana il primo giugno 1620 dal vescovo Ottavio Saracini. L'assemblea si svolge in cattedrale con la Messa dello Spirito Santo ed una processione all'interno della chiesa a motivo di una pioggia torrenziale. Il pranzo è consumato nella sala superiore dell'episcopio. Nel pomeriggio viene emessa dai partecipanti la professione di fede e vengono eletti dieci esaminatori sinodali per il buon governo della diocesi (cfr. ivi, p.312).
Il terzo è quello del vescovo Scipione Tancredi celebrato nel 1626. La notizia la troviamo nel 1639 negli atti sinodali del successore, vescovo Spennazzi (cfr. ivi, p. 313).
Il quarto è quello del 17 novembre 1639 in Sovana, indetto dal vescovo Enea Spennazzi. Si tratta del primo sinodo descritto con ricchezza di particolari (cfr. ivi, pp 315-316). Nella mattinata di quel giovedì novembrino una grande processione anima Sovana (30 chierici, 20 sacerdoti semplici e 50 beneficiati, molti canonici di Sovana, Pitigliano, Sorano e Scansano; il Vescovo che reca la reliquia del braccio di san Gregorio VII; maggiorenti e fedeli). Seguono: la Messa dello Spirito Santo; un cenno ai sinodi celebrati; si ricordano le costituzioni sinodali del concilio di Trento; l'elezione di tre penitenzieri; la nomina dei vicari foranei; dei giudici sinodali; del segretario del sinodo e degli esaminatori sinodali (cfr. ivi, pp. 315-316).
Il quinto sinodo risulta quello del vescovo Pier Maria Bichi, convocato in Pitigliano il 15 ottobre 1682 (cfr. ivi, p. 324).
Il sesto quello di mons. Pietro Valentini, adunato nella chiesa di San Francesco a Pitigliano il 13 maggio 1687. Presenti 29 canonici, 29 fra parroci e curati, 55 beneficiati, 39 non beneficiati, 40 chierici; per un totale di 192 presenti. Ne escono fuori le Costituzioni, redatte in 23 capitoletti che ripetono le consuete trattazioni (cfr. ivi, p. 326).
Entra in diocesi il 13 dicembre 1688 il vescovo Domenico Maria Della Ciaia. Con lui si ha una fioritura eccezionale di visite pastorali (ben sette) e di sinodi (ben sei) e la fondazione del primo seminario diocesano.
Questi i sinodi: il 9 maggio 1690 in Sovana. Due anni dopo ne vengono redatte le Costituzioni, composte di 23 capitoletti con le consuete trattazioni; il 20 aprile 1693 in Scansano; il 15 maggio 1696 in Pitigliano; il 22 maggio 1703 in Pitigliano; il 3-4 maggio 1706 in Pitigliano; il 13 maggio 1709 in Pitigliano (cfr. ivi, 328- 343).
Nel 1707, presso la tipografia del seminario di Montefiascone, veniva stampato un libro sui sinodi dal titolo «Diocesana synodus suanensis», contenente le Costituzioni sinodali promulgate nei sinodi del 1690, 1693, 1696 e 1703. Nell'appendice sono contenuti i testi di bolle, decreti, dichiarazioni e lettere della S. Congregazione dei vescovi.
Interessante il Compendio della Dottrina cristiana. Il volume, di 194 pagine, di formato medio e ben rilegato, con copertina pesante in cartone marmorizzato, è conservato nel nostro archivio storico diocesano (cfr. ivi, pp. 340-342).
Alla distanza di ben 227 anni dal precedente, viene celebrato il tredicesimo sinodo in Pitigliano, nel palazzo dell'episcopio, nei giorni 23 e 24 settembre 1936. A tenerlo è il vescovo Stanislao Battistelli. Rimane a testimonianza la storica fotografia dinanzi al solenne e monumentale ingresso del palazzo e, come scritto, rimane il volumetto «Suanen - Pitilianen Synodus A.D. MCMXXXVI», stampato presso la tipografia Augustiniana di Roma, su mandato del vescovo menzionato (cfr. ivi, pp. 508-510).
Il quattordicesimo sinodo, indetto dal vescovo Battistelli, veniva celebrato, in un modo quasi inavvertito, nel luglio 1946. In esso si chiedeva al papa Pio XII di proclamare san Gregorio VII patrono «aeque principaliter» della diocesi con San Mamiliano, mentre San Paolo della Croce veniva dichiarato patrono secondario (cfr. ivi, p. 516).
 
 
 
Il sinodo appena celebrato potrebbe essere quindi il quindicesimo, ma per maggiore tranquillità sarà bene definirlo «Il primo sinodo del terzo millennio cristiano». Questa è la verità che gli compete, giustamente, senza il pericolo di sbagliare.
 
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