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Omelia nella Solennità di Maria SS. Madre di Dio
Cattedrale di Pitigliano, 1 gennaio 2015
1. La pagina del Libro dei Numeri proietta un  meraviglioso fascio di luce sui giorni dell’Anno che abbiamo appena iniziato! Incastonata nella celebrazione della divina Maternità di Maria, celebrazione in cui gustiamo le primizie dell’amore misericordioso di Dio (cfr. preghiera super oblata), questa pagina ci aiuta a goderne felicemente i frutti. E’ Dio stesso che parla a Mosè e gli consegna le istruzioni da dare ad Aronne e ai suoi figli per come devono benedire gli Israeliti. Queste istruzioni le accoglie anche la Chiesa - il Nuovo Israele - e le usa oggi, primo giorno dell’Anno, forte della potenza dello Spirito Santo che le è stato donato dal suo Signore, il ‘nato da donna’ (Gal 4,4) che è morto e risorto per noi.

2. Tre invocazioni che mai devono mancare per donare la vera benedizione di Dio sul popolo, tre invocazioni in cui sempre è citato il Nome Santissimo di Dio: “Ti benedica il Signore e ti custodisca (Nm 6,24):  quando benedici  chiedi a Dio che “ ti custodisca”: questo verbo esprime in ebraico la premura di Dio per ogni momento della vita dell’uomo, Dio è il custode di Israele (cfr. Sal 121); non vi sono dubbi che Dio custodisca, il problema sta nel fatto che non percepiamo sempre questa sua custodia, questa sua premura e ci sentiamo abbandonati e soli; il Signore ci dia fede robusta per poter procedere nella ‘lenta nevicata dei giorni’ (E.Loewenthal) consapevoli di questa custodia amorosa, qualunque cosa accada. Per questo dobbiamo chiedere al Signore che l’anno che si è aperto non sia semplicemente migliore di quello passato, quasi per un tocco magico del destino o per un intervento possente di una sorta Super-Dio che puo’ e deve far andare le cose secondo il nostro desiderio e se non lo fa saremo pronti a imprecare contro di Lui! Tante cose del mondo cambiano solo se collaboriamo con Dio, forti  della percezione della Sua Presenza e della Sua Custodia. Una famosa sentenza ignaziana recita: “questa sia la prima regola dell’agire: confida in Dio in tal modo, che tutto il successo delle cose dipenda da te e non da Dio; tuttavia, metti in opera ogni azione per queste cose come se tu nulla e Dio solo sarà colui che fa tutto” (cfr. G.Fessard 1956). Facciamo del nostro meglio per dare una mano a Dio, non lasciamolo solo! Chiediamo al Signore della Gloria di essere suoi collaboratori, come la Madre di Dio, in piena disponibilità, miglioreremo  il mondo e gli doneremo giorni di onestà e di pace.

2. “Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia” (Nm 6,25): l’immagine del volto luminoso di Dio è segno di benevolenza e protezione ed è un’immagine molte volte ripresa nel salterio (cf.r Sal 44,4; 89,16): la benedizione impartita dice: tu possa accogliere la  luce abbagliante e nel contempo orientativa, della Sua Presenza: la Sua luce guidi i tuoi passi, sostenga le tue fatiche, illumini gli snodi oscuri e complessi della vita, penetri nel buio delle coscienze oscurate e prigioniere del peccato e del male, dissipi i rancori e porti nel mondo la pace vera. Per l’UNESCO il 2015 sarà ‘l’Anno mondiale  della luce e delle tecnologie legate alla luce’, una scelta sicuramente beneaugurante: l’UNESCO ci augura un anno ‘luminoso’ e ci invita a una meditazione sulla luce. Ma dicono gli studiosi che paradossalmente la luce, per i fisici, è ancora un fenomeno oscuro! Non così per la Parola di Dio; la Scrittura ci narra che il primo atto del Creatore è stato proprio “Fiat lux”, atto che ha separato le  tenebre dalla luce; Diogene si aggirava per Atene con la lanterna e diceva “Cerco l’uomo”, si cerchiamo anche noi l’uomo minacciato dalla perdita della sua identità più vera, dalla reificazione, dalla sua riduzione ad oggetto; il Santo Padre Francesco nel Messaggio per la Celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2015: “Non più schiavi, ma fratelli” dedicato al flagello delle schiavitù, sottolinea che è proprio la concezione della persona umana come oggetto che sta alla radice delle antiche e nuove schiavitù. Dunque si dissipino le tenebre che sono dentro di noi, lasciamo che ciascuno si  lasci ‘illuminare d’immenso’ (cfr. G. Ungaretti) dal volto del Signore, faccia la cura del sole e diventi operatore di luce là dove il  mondo si fa oscuro.

3. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace(Nm 6,26). L’auspicio è che il volto di Dio resti rivolto ad Israele in segno di attenzione e di benevolenza, benevolenza e attenzione che sono premessa del dono messianico della Pace, termine, quest’ultimo, molto più ricco rispetto al linguaggio corrente: significa pienezza di vita, una vita armonica e serena liberata finalmente dalla malvagità. La Pace ci è concessa totale e piena in Gesù Cristo, il ‘nato da donna’ l’entrato nel mondo grazie alla sua collaborazione radicale e generosa.Egli infatti è la nostra Pace” (Ef 2,14). E Maria è la Madre della Pace. Ella ci mostra la dinamica profonda della coscienza di ogni autentico discepolo; Maria è l’Ancella del Signore che ha accolto il dono. Il mondo non cambia perché Dio dorme o è impotente, il mondo non cambia perché pochi fanno propria questa dinamica interiore  mariana: “donaci il tuo spirito, perchè tutta la nostra vita si renda disponibile ad accogliere il tuo dono” (Colletta). L’Anno Nuovo non sarà come dicono gli astri vanamente scrutati dai maghi/astrologi di ieri e di oggi, sarà come lo costruiremo insieme al Dio della Pace, imitando la disponibilità collaboratrice della Madre di Dio che oggi, accompagnando con il mistero della sua verginità feconda i primi passi di questo nuovo anno, ci insegna ancora una volta la vera arte del vivere come uomini e figli di Dio! Così sia.



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