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Omelia nel Pellegrinaggio diocesano al Santuario mariano di Montenero (LI)
Montenero, sabato 17 ottobre 2015
1. Carissimi, è particolarmente bello ritrovarsi oggi, insieme, ai piedi della Sacra Effigie della Madonna delle Grazie di Montenero per affidare a lei, Madre della Chiesa il cammino di questo anno pastorale appena aperto. In particolare, e sono certo di esprimere anche il vostro sentire più profondo, per affidare a Maria Regina degli Apostoli il servizio episcopale di S.E. Mons Giovanni Roncari che inizierà il 29 novembre prossimo. Mi sento come il seminatore che, venuto dopo un altro seminatore, ha  seminato ancora, ha  trasmesso con fiducia la Parola di Dio, ha fatto del suo meglio senza risparmio e non senza qualche flop. Il Pastore quando ha seminato, può andare tranquillo! Conosce la potenzialità del seme e, soprattutto, conoscendo Dio, non sta in ansia. Ha fiducia nel seme, ha fiducia in Dio. Il raccolto sarà garantito quando, come e dove Dio ha stabilito. Ci sono cose che possiamo e dobbiamo compiere noi, il resto è compito di Dio.

E poi non tutto può e deve dipendere da una sola persona, da un solo ministro (prete o vescovo o papa che sia). Dio dà talenti e compiti diversi ad ogni credente per servire allo sviluppo e al progresso del Regno di Dio.

Scrive San Paolo "Ma che cos'è mai Apollo? Che  cosa è Paolo?  Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede; e ciascuno come il Signore gli ha dato a concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere…Siamo collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio " (1Cor. 3,5-9). Disponetevi con gioia e fiducia ad accogliere padre Giovanni, il Pastore che il Signore ha designato e che il Santo Padre ha nominato per la nostra bella Chiesa di Pitigliano - Sovana - Orbetello.  

 

2. La pagina di Luca ci presenta l’ingresso dell’Eterno nel tempo, ingresso che si compie nella storia attraverso la mediazione, collaborazione di una donna concreta. La novità cristiana sta nel farsi storia dell’Eterno, che permette alla creatura umana di diventare dimora di Dio. Il cristianesimo, religione dell’Incarnazione, non disprezza nulla di ciò che è storico e mondano: nel grembo purissimo di Maria l’umano e il divino si congiungono senza confondersi. Questa congiunzione è la dimensione sacramentale. Per questo nella preghiera super oblata si dice “fa che la Chiesa riviva nella fede il mistero in cui riconosce le proprie origini”. Nel mistero dell’Incarnazione ci sono le origini della Chiesa Sacramento di salvezza, perché c’è l’origine dell’ingresso dell’eternità nel tempo e nella carne: Verbum caro factum est! Il sacramento è l’avvento di Dio nella corporeità; per la fede cristiana il sacramento originario, che esprime nella forma più alta l’intera economia sacramentale, è il Verbo Incarnato: è l’eternità nel tempo in persona, il Figlio eterno che si fa soggetto protagonista di una storia umana. Egli è per eccellenza il sacramento di Dio “Non c’è infatti altro sacramento di Dio che Cristo” (S. Agostino, Epist 187, 34: PL 38, 845). Gesù Cristo è la grazia in persona. In lui Dio si rivela come il Dio per noi e con noi, il Dio amore, misericordia, che liberamente sceglie di uscire da sé e di autocomunicarsi all’uomo per stringere con lui un’alleanza di vita eterna. Il Verbo Incarnato è il riconciliatore, in cui la vita eterna di Dio scorre nella storia e la storia è abitata dalla gloria. Lui solo è la nostra Pace, che abbatte per mezzo della sua carne il muro di divisione invalicabile  e della separazione colpevole.  

 

3. All’economia sacramentale dell’Incarnazione succede, secondo una continuità analogica, la Chiesa, corpo animato dallo Spirito, sacramento di salvezza: essa è “sulla terra il sacramento di Cristo come Gesù Cristo è per noi, nella sua umanità, il sacramento di Dio” (H. de Lubac, Meditazione sulla Chiesa (1953) Milano 1965, 249). Nella Chiesa lo Spirito rende presente il Cristo perché la grazia della riconciliazione in lui offerta raggiunga ogni uomo. La Chiesa è per tutti il sacramento universale di salvezza (LG 9 e 48). La funzione che aveva l’umanità personale di Cristo durante la sua vita terrena ”da Lui usciva una forza che sanava tutti” (Lc 6,19), risiede ora nella Chiesa viatrice in cui si incarna Cristo e continua a salvare, appunto per mezzo della Chiesa. La sacramentalità della Chiesa, attuata nella storia per opera dello Spirito, raggiunge ogni uomo non genericamente, ma nella concretezza della sua esistenza storica. E’ il Cristo prolungato e diffuso!

 

4. Quando l’agire salvifico della Chiesa Sacramento si realizza nella situazione del singolo, impegnando l’efficacia sacramentale del Corpo del Signore analogicamente prolungato nel tempo, si hanno quegli eventi dell’incontro con la grazia di Cristo, con la sua forza risanante che sono i sacramenti. Come la Chiesa è il sacramento di Cristo e Cristo è il sacramento di Dio, così gli eventi sacramentali sono i sacramenti della Chiesa, sono i luoghi del nostro incontro personale col Vivente, “Tu ti sei mostrato a me faccia a faccia, o Cristo: io ti trovo nei tuoi sacramenti”(S. Ambrogio, Apologia prophetae David, XII, 58: PL 14, 875). “Ciò che era visibile nel Cristo è passato nei sacramenti della Chiesa” (S. Leone Magno, Sermo 74,2: PL 54,398). Nei sacramenti della Chiesa la giustificazione diviene evento della storia concreta di ciascun uomo e il mistero della grazia raggiunge e ci trasforma nelle situazioni in cui la nostra vita è posta e si sviluppa.

 

5. In Maria si compie il Mistero, è la Donna del Mistero, in lei il Verbo si è fatto carne ed è entrato nella storia in modo silenzioso, povero, indifeso e si è unito, in un certo qual modo, a ciascuno uomo. Ave verum corpus natum de Maria virgine! La primissima dimora del Verbo è il grembo di Maria. Dove inizia la dimensione sacramentale se non nel grembo di Maria? Da li all’umile presepe di Betlemme, all’operosa e nascosta casa Nazareth essa si dilata alla compagnia dei dodici che dalle strade della Galilea giunge ad abbracciare tutto il mondo e attraverso una catena di generazioni del popolo di Dio ci raggiunge. Come Lei ha  offerto il suo grembo verginale per l'incarnazione del Verbo di Dio, offriamo anche noi la nostra vita per essere dimora e sacramento di Cristo nel tempo e nelle relazioni umane. “La Chiesa è il sacramento del Regno non solo perché possiede atti divinamente istituiti che si chiamano “sacramenti,” ma perché anzitutto è la possibilità data all’uomo di vedere in questo mondo e attraverso questo mondo il mondo futuro, di vederlo e di viverlo in Cristo. E’ solo quando nelle tenebre di questo mondo vediamo che Cristo ha già riempito di sé tutte le cose, solo allora queste cose ci si rivelano e ci si offrono piene di significato e di bellezza”. (A. Schememann, Per la vita del mondo. Il mondo come sacramento, Lipa, Roma, 2012). Testimoni-sacramento dell’Amore del Padre, ecco la nostra missione in questa condizione di viatori!

 

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