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Saluto al Vescovo Giovanni per la Messa Crismale
Antica Cattedrale di Sovana, 28 marzo 2018
Caro Padre Giovanni,

è con grande gioia che faccio mio l’impegno di porgerle gli auguri di Pasqua a nome del Presbiterio, dei Diaconi permanenti, dei Religiosi e delle Religiose e di tutto il popolo di Dio che vive e spera nel territorio della nostra amata Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.

In questo contesto, non posso non fare riferimento all’esperienza della Visita pastorale che lei sta portando avanti in tutte le parrocchie della nostra Diocesi. Attualmente ne ha visitate una cinquantina, a partire dal settembre prossimo porterà avanti la fase conclusiva facendosi presente nelle circa venti parrocchie rimaste.

Nell’ambito della Visita, allora, nel corso della due-giorni formativa per il clero diocesano al Monte Argentario, nei primi giorni dello scorso mese di febbraio, ci ha presentato alcune riflessioni, frutto, appunto, della sua visita alle nostre comunità parrocchiali. Lei evidenziava, tra le altre cose, come ‘priorità assoluta’ per l’azione pastorale parrocchiale, l’ambito della catechesi degli adulti e dei ragazzi, quello della pastorale giovanile e vocazionale e, strettamente legato con i due precedenti, quello della liturgia. Cito le sue stesse parole, parlando della catechesi dei giovani: “Insieme alla catechesi degli adulti, dobbiamo considerarlo il compito principale della vita parrocchiale, impegnandoci in prima persona, insieme ai catechisti/e, cercando un dialogo personale con i ragazzi e le loro famiglie. La catechesi non è uno dei tanti compiti nella vita parrocchiale, ma  il primo: se noi non riusciamo a parlare con i nostri figli, con la generazione che viene dopo di noi, la Chiesa rischia di sparire”. E ancora, un po’ dopo: “Cari Confratelli, so bene che è molto facile scriverle queste cose, ma estremamente difficile attuarle per tutta una serie di motivi, anche molto pesanti, ma non abbiamo alternative: la Chiesa in uscita ci richiede questo impegno, altrimenti usciamo senza sapere dove andare”. Ecco Padre, la presenza numerosa oggi in questo antico Duomo di tanti ragazzi e ragazze che Lei ungerà con l’olio del Crisma, oggi qui benedetto, durante la celebrazione del Sacramento della Confermazione, ci richiama a questo impegno, l’impegno della testimonianza gioiosa dell’incontro con Gesù vivo che ha cambiato la nostra vita; la testimonianza di comunità parrocchiali ‘aperte’, luogo di incontro, di scambio, di gioia, luoghi in cui ci si voglia bene e ci si aiuti nei momenti più brutti della nostra vita; la testimonianza di uomini e donne totalmente consacrati al Signore, disposti a lasciare subito, senza esitazione, le proprie ‘posizioni’ e le proprie ‘conquiste’ pur di obbedire alla voce di Gesù che ci chiama a gettare le reti altrove; la testimonianza di laici che, nei vari ambiti della società, operino per costruire quella ‘civiltà dell’amore’ tanto cara al Beato Papa Paolo VI. La domanda che ci dobbiamo porre è sempre la stessa: quale immagine di comunità cristiana diamo a questi giovani? A quale ‘progetto’ di chiesa li chiamiamo a collaborare?

Caro Padre, augurando a Lei e ai suoi familiari una Santa Pasqua serena, le chiediamo di aiutarci, attraverso il suo magistero, le sue indicazioni pastorali, le sue decisioni ‘di governo’ e i suoi comportamenti, a vivere l’entusiasmo di questa testimonianza, perché ci stiamo sempre più accorgendo che il mondo è stanco di parole, di annunci altisonanti, di proclami vuoti, il mondo vuole gesti concreti, vuole azioni vere, vuole, in definitiva, dei ‘testimoni’ che portino gioia e speranza, soprattutto in quei ‘luoghi’ in cui sembra che né la gioia né la speranza  possano più trovare spazio.

Concludo facendo mia una parte della ‘Poesia di Pasqua’ di Charles Singer, poeta inglese:

“Con te, Signore risorto,

prendo la strada della vita:

lascio la morte delle parole cattive

per aprirmi all’amicizia;

lascio l’oscurità delle bugie

per essere limpido e sincero;

lascio i pugni e le canzonature

e tendo la mano per chiedere perdono;

allontano l’egoismo dalle mie mani

e dal mio cuore;

credo in te, Signore della vita,

che hai sconfitto la morte”


 

Buona Pasqua, Padre Giovanni, con affetto e riconoscenza!
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