VEGLIA DIOCESANA DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

Veglia diocesana di preghiera per le vocazioni

 

Aspirate alla santità, ovunque siate! Un imperativo che è risuonato particolarmente lo scorso 18 aprile a Pitigliano: l’esortazione, che è fonte di ispirazione e orientamento spirituale, ha animato l’equipe della pastorale giovanile e vocazionale nell’organizzare la veglia diocesana di preghiera per le vocazioni. L’evento ha previsto in apertura, presso il seminario vescovile, momenti di aggregazione attraverso attività ludiche rivolte ai ministranti provenienti da diverse parrocchie, con l’intento di favorire la consapevolezza dei gesti ordinari di tale servizio. Dal seminario, l’equipe della Pastorale giovanile e vocazionale e i ministranti, hanno raggiunto la cattedrale, per vivere il momento centrale di preghiera e riflessione sul dono della vocazione. La veglia, presieduta da Mons. Bernardino, con la partecipazione di diversi sacerdoti della diocesi, è iniziata in un clima di attesa: una chiesa gremita in ascolto. La Parola scelta per essere voce viva e guida all’incontro, è quella tratta dal vangelo di Giovanni: “Io sono la vite vera… Rimanete in me e io in voi” (Gv 15,1-10). Ogni gruppo chiamato a offrire la sua testimonianza, ha fatto vibrare questa parola sulle coordinate suggerite da Papa Leone XIV in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni: fermatevi, ascoltate, affidatevi. La veglia si è articolata quindi in diverse tappe spirituali, la prima delle quali ha invitato ciascuno a un ascolto profondo e silenzioso del proprio cuore, momento essenziale per vivere autenticamente l’incontro personale con Dio. Questo primo segmento si è aperto con la processione di alcune religiose della diocesi, che hanno portato una fiaccola accesa, simbolo di luce e vocazione, accompagnata da una loro breve ma incisiva testimonianza sulla ricchezza dell’esperienza di vita consacrata: di apostolato attivo e di vita contemplativa.

La seconda tappa, avviata dalla processione dei chierichetti che hanno portato la tarcisiana e la croce verso l’altare, ha segnato un momento di riflessione sulla bellezza e l’importanza di mettersi in ascolto della Parola di Dio, che cambia radicalmente la vita: i ragazzi hanno condiviso la loro esperienza di crescita personale e comunitaria nella fede nel momento in cui si sono lasciati raggiungere e toccare dalla Sacra Scrittura. Terza e ultima testimonianza, quella di due genitori con i loro sei figli, desiderosi di partecipare alla comunità la propria esperienza di affidamento totale al Signore. Un racconto semplice di fiducia incrollabile, che è divenuta benedizione: mai nulla viene a mancare a chi pone la sua vita nelle mani divine. Monsignor Bernardino, nel prendere la parola mentre si avvicinava ai banchi dove erano seduti i ministranti, ha tratto le conclusioni dell’incontro con parole cariche di significato. Ha ricordato che l’amore di Gesù costruisce un “noi” e che tra le diverse dimensioni della vita cristiana – l’andare, il fare e il restare – la più difficile è proprio il restare, ovvero mantenersi fedeli e presenti nel proprio impegno quotidiano. Infine, ha esortato ogni partecipante a interrogarsi su ciò che Dio vuole realizzare attraverso di noi, sottolineando l’importanza di adempiere con diligenza e responsabilità il proprio dovere nel cammino di fede e nella vita comunitaria. A conclusione dell’evento, dopo aver recitato insieme la preghiera per le vocazioni, il programma prevedeva un momento conviviale, che si è svolto con gioiosa partecipazione: una gioia alimentata dalla conferma che la Parola di Dio si fa misteriosamente e meravigliosamente carne nel vissuto di tutti per rivelare a ciascuno “la via di pienezza intessuta nel nostro Battesimo” (Preghiera per le vocazioni)